Osare, l’indirizzo da segnare se ami lasciarti stupire a tavola

Osare, l'indirizzo da segnare se ami lasciarti stupire a tavola

A Roma, a pochi passi da Porta Pia, c’è un indirizzo che ha scelto di dichiarare la propria filosofia già dal nome. Osare non è soltanto un ristorante, ma un manifesto gastronomico che punta a superare le convenzioni senza perdere di vista la qualità della materia prima. Alla guida della cucina c’è Michele Giovannini, chef che ha costruito una proposta contemporanea capace di unire tecnica, ricerca e sensibilità, dando vita a un’esperienza che parla tanto agli appassionati del fine dining quanto a chi cerca emozioni nel piatto.

L’identità del locale ruota attorno a una cucina di mare moderna e creativa, dove il pesce resta protagonista assoluto ma si apre con naturalezza al dialogo con ingredienti di terra. Il risultato è un percorso gastronomico fatto di contrasti studiati, equilibri inattesi e accostamenti che riescono a sorprendere senza risultare mai forzati.

Anche gli spazi raccontano la stessa visione. L’ambiente, elegante e contemporaneo, combina dettagli urban chic e atmosfere accoglienti, creando un contesto raffinato ma privo di formalismi. Qui la ricerca gastronomica convive con una dimensione conviviale che rende l’esperienza accessibile e coinvolgente.

La filosofia di Osare emerge con chiarezza nel menù degustazione, pensato come un racconto in più capitoli. Tra gli antipasti spiccano i salumi misti di mare e terra, un gioco di rimandi e suggestioni che mette subito in discussione le aspettative dell’ospite. Di grande interesse anche il coniglio ripieno di scampi con parmentier di patate ed erba cipollina, piatto che fonde la delicatezza della carne bianca con la dolce sapidità del crostaceo in un equilibrio preciso e convincente.

Più complesso e stratificato l’incontro tra animelle, asparagi, uova di quaglia e tartufo bianchetto, una composizione che lavora su consistenze e intensità aromatiche diverse, mantenendo sempre una notevole armonia complessiva. Tra i primi emerge la personalità dei girasoli di genovese di tonno con ristretto di cipolle alla brace ed erbe acide, reinterpretazione marina di uno dei grandi classici della tradizione campana. Un piatto che alterna profondità gustativa e freschezza. Molto interessante anche il risotto al piccione in camouflage, esercizio di tecnica che restituisce tutta l’intensità del volatile agognato dai gourmand alleggerendone l’impatto attraverso una lettura contemporanea e raffinata.

Il piatto che meglio sintetizza la visione dello chef è probabilmente la rana pescatrice con kombucha, sedano rapa e polvere di terra ottenuta da funghi, caffè e grué di cacao. Una creazione che unisce note marine, fermentazioni, richiami vegetali e sfumature boschive in un insieme sorprendentemente armonico. È qui che emerge la cifra stilistica di Giovannini: la capacità di costruire piatti complessi ma leggibili, in cui ogni elemento contribuisce a valorizzare il protagonista senza sovrastarlo.

La stessa attitudine alla ricerca accompagna il dessert, dove sedano, cioccolato, lavanda e mango si incontrano in un equilibrio delicato tra note aromatiche, componenti fruttate e richiami erbacei. Una chiusura coerente con l’intero percorso, capace di sorprendere senza eccessi.

Come sottolinea Omar Staniscia, che gestisce il locale insieme a Davide Nasso, Osare nasce dalla volontà di esplorare nuove possibilità gastronomiche mantenendo sempre al centro l’essenza degli ingredienti. In una città sempre più dinamica dal punto di vista culinario, il ristorante si candida a diventare uno degli indirizzi di riferimento della nuova gastronomia romana. Un luogo pensato per chi ama lasciarsi sorprendere e considera la scoperta uno degli ingredienti più preziosi dell’esperienza a tavola.

Osare, via Alessandria 104, Roma. Tel 3899476612


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