Dimore aristocratiche, ville sul lago, whisky e barbecue invernali e quell’eleganza apparentemente disinvolta che il mondo chiama Italian style. “The Gentlemen”, la serie di Guy Ritchie, nella seconda stagione sbarca sul Lago Maggiore e il confronto tra british e savoir-faire italiano diventa irresistibile.
Trasformare ciò che appare sullo schermo in esperienze da vivere è sempre stato un gioco molto divertente per me. Mi sono imbattuto – con colpevole ritardo – nella serie “The Gentleman” su Netflix, una action comedy condita di crimine e gangster. Nella prima stagione Eddie Horniman, il protagonista, porta a Bobby Glass, un narcotrafficante con cui è in affari suo malgrado (eredità paterna), un filetto di White Park, rarissima razza bovina britannica allevata dalla famiglia Horniman. Come la gustano nel film? Al barbeque, in inverno, in un gazebo riscaldato e con vetrate e tetto semoventi. Sarebbe figo poterlo fare no? So dove.
L’alter ego italiano della White Park? Esiste, anzi, ne ha ben due: la Podolica e la Maremmana; razze antiche, rustiche, legate al pascolo e capaci di regalare carni intense. Una costata di Podolica alla brace, magari accompagnata da un grande rosso del Sud, come un Cirò, o del nord, come un Barolo Riserva (citato anch’esso nella serie) è probabilmente il modo più gustoso per sentirsi un gentleman senza aver ereditato un ducato.
Il gioco dei “pari italiani” può continuare. Quando nella serie compaiono costosi single malt scozzese e giapponesi, la risposta di casa nostra è un whisky tricolore! Eh sì, l’Italia vanta un single malt e viene prodotto sulle Alpi. Nel gioco dei corrispettivi, le bollicine francesi possono essere degnamente rimpiazzate con Metodo Classico Oltrepò Pavese, Franciacorta, Alta Langa e Trento Doc. E al caviale, presenza quasi programmatica nell’universo della serie – Netflix l’ha presentata con lo slogan “Crime meets caviar” – risponde un’eccellenza poco conosciuta: l’Italia è anche terra di allevamento dello storione e di caviale di alta gamma. Anche lo sloe gin britannico ha un degno rimpiazzo: il Bargnolino, o Prunella, antico liquore ottenuto dalle stesse prugnole selvatiche. Due interpretazioni, british e nostrana, dello stesso piccolo frutto spinoso.
Ma l’esperienza “The Gentlemen Italian style” non finisce a tavola. La seconda stagione porta Eddie e Susie Glass, figlia di Bobby, sulle rive del Lago Maggiore, tra ville, alberghi storici e motoscafi di alta gamma. È qui che il rigore british si scioglie: Eddie adotta linee più morbide, sete, cotoni e colori mediterranei; Susie, appena “atterrata”, vira verso un glamour dichiaratamente mediterraneo, tra stampe, foulard e grandi occhiali. Nel suo guardaroba compaiono anche accessori di grande ricercatezza.
E l’Italia, stavolta, non deve neppure cercare un alter ego. La villa sul Lago Maggiore esiste, è Villa Rusconi-Clerici a Pallanza, dove per le riprese è stato costruito persino un pontile per gli arrivi in motoscafo. Il matrimonio porta invece al Grand Hotel Majestic e alla chiesa di San Leonardo. Poi ci sono Verbania, Intra, Stresa e i tornanti del Mottarone. Insomma, il “The Gentlemen Italian style” non è soltanto un gioco: una parte di quel mondo si può davvero percorrere, bere e assaggiare.
La giornata perfetta? Villa sul Lago Maggiore, giro in motoscafo di legno, aperitivo con bollicine italiane e caviale tricolore, cena con Podolica alla brace e, per chiudere, un whisky, rigorosamente made in Italy! Vogliamo vivare sulla campagna? Un’antica dimora, magari un castello, passeggiata a cavallo tra boschi e vigne, aperitivo davanti al camino con salumi pregiati e Parmigiano stagionato, poi a tavola: tagliolini al tartufo bianco, porcini e Fiorentina alla brace, accompagnata da un grande rosso. E per chiudere, Bargnolino – la risposta italiana allo sloe gin – e sigaro fatto a mano, rigorosamente italiano.
Perché il vero lusso raccontato da “The Gentlemen”, tolti gangster e affari criminali, è proprio questo: saper scegliere poche cose, bellissime, indossarle bene, mangiare meglio e comportarsi come se tutto fosse assolutamente normale.
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