I migliori locali di Roma? E’ una domanda che mi mette in difficoltà. E infatti anche a me, quando voglio passare una serata fuori, si presenta il quesito dei quesiti: dove andare? Di locali notturni (per modo di dire, visto che chiudono alle 02:00 e solo per questo Roma non può dirsi europea) la Capitale è piena; il problema è che la stragrande maggioranza non sono né originali né accoglienti, soprattutto per l’improvvisazione del personale che gli “imprenditori” di turno “selezionano”.
Sì perché i moderni “locandari” romani sembrano proprio gli eredi diretti di Ferdinando Mericoni, il protagonista vitellone di “Un americano a Roma” impersonato dal grande Alberto Sordi. Proprio come lui, questi figli di papà quarantenni in sella alle loro Triumph customizzate – perché l’Harley alla Brando ora fa coatto, mentre loro sono “cool” nel segno di Steve McQueen – vivono da sempre nel mito dell’Amarika. L’America alla Amatriciana.
![]()
Cresciuti a pane e Usa, tra viaggi a New York, Miami e Los Angeles – il resto lo ignorano -, la loro “Amarika” se la sono creata a casa, a Roma. Proprio nei locali che hanno aperto coi soldi di papà.
Non solo nello stile, a volte nemmeno nei nomi dei luoghi riescono a essere originali, copiano e incollano direttamente da Oltreoceano. Ecco che ti ritrovi allora locali copia dei newyorkesi Balthazar e Campbell Apartment o che ripropongono i loft post industriali di Broadway e Brooklyn. La novità è che mutuano dal fashion. Sono fast, temporary e all day long. Nascono e muiono a volte nel giro di due stagioni. Perché si sa, “la ggente” è affamata di novità.
I nuovi “Nando” fanno network – più il giro è largo più fa moda e “figo” -, fondano circoli e associazioni (sono per il fisco più leggero possibile) e appena hanno spremuto il limone riconvertono a nuova impresa (o start up come è “figo” dire).
Le strade le battono tutte, dall’intramontabile hamburger (ma in chiave gourmet) al sushi (ma strano, tipo messicano, perché quello brasiliano lo fanno già quelli veri); dagli chef star al pesce “a dù lire”; dopo i “Ruin Pub” per aristofreak addobbati da qualche svuota cantine – scoperti in qualche gita a Budapest dove trovi quelli veri -, cavalcano l’onda del mixology e mettono su Speak easy-Ikea pronti alla bisogna. La “ggente” è contenta e lui, Nando, fa il gaggio tra Sabaudia e Fregene in stile Lapo de noantri.
![]()
Ecco perché non ci sono più locali con un’anima e una storia a Roma. E se vuoi bere un drink ascoltando un pò di sano revival tocca che te ne stai a casa (o segui Alberto Laurenti e i Rumba de Mar in una delle loro serate itineranti). Tutto è fagocitato dal provincialismo che Steno e Sordi hanno ben fotografato in quel film del ’54. “Orait orait… awanagana!”. Che tristezza.
Ecco i locali che per me vale la pena visitare, in ogni stagione e fuori dalla moda del momento:
Zuma Rome, via della Fontanella Borghese 48, Roma. Tel. 0699266622
Sito – Pagina Facebook
![]()
Said, Via Tiburtina 135, Roma. Tel 06446 9204 Sito
![]()
The Deer Club C/O D.O.M Hotel, Via Giulia 131, Roma. Tel 066832144 Sito
![]()
Locarno Bar C/O Hotel Locarno, Via della Penna 22, Roma. Tel 063610841 Sito
![]()
Duke’s, Viale Parioli 200, Roma. Tel 0680662455 Sito
![]()
Tree Bar, Via Flaminia 226, Roma. Tel 0632652754 Sito
![]()
Bar del Fico, Piazza del Fico 26, Roma. Tel 0668808413 Sito
Etablì, Vicolo delle Vacche 9, Roma. Tel 06 9761 6694 Sito
![]()
Caffè Propaganda,Via Claudia 15, Roma. Tel 0694534255 Sito
![]()
Chorus, Via della Conciliazione 4, 1° piano, Roma. Tel 0668892774 Sito
![]()
TemakinhoRome Borgo, Borgo Angelico 30, Roma. Tel 0692919949 sito
![]()